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Non occupa lo spazio. Lo ridefinisce.

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Artome porta proiezione laser e audio professionale in qualsiasi spazio, senza un solo giorno di cantiere. Design finlandese, Plug&Play totale, nessuna installazione.


C'è una domanda che chi lavora nel ProAV si sente fare spesso, e che finora non aveva una risposta soddisfacente: è possibile allestire un ambiente audiovisivo di qualità professionale senza progettazione, senza cantiere, senza cablaggio a soffitto?


La risposta esiste da qualche anno, viene dalla Finlandia e si chiama Artome. Distribuita in esclusiva da Ligra DS, è una delle soluzioni più originali che il mercato AV abbia prodotto nell'ultimo decennio - non perché faccia qualcosa di rivoluzionario in senso tecnologico, ma perché ridisegna completamente il modo in cui si concepisce un'installazione audiovisiva.


Cos'è Artome, esattamente


Artome è un cabinet in compensato di betulla con finiture di pregio - disponibile in diverse varianti estetiche, dall'ash chiaro al noce - che al suo interno integra tre componenti normalmente distinte: un videoproiettore laser Epson a ottica ultracorta, un impianto audio amplificato e un sistema di controllo unificato. Su ruote. Con un solo cavo, quello dell'alimentazione.

Non è un carrello porta-proiettore. Non è un supporto mobile con cavi che escono da tutti i lati. È un oggetto progettato da zero per essere esattamente quello che sembra: un pezzo di arredamento che contiene una sala AV completa.

La gamma attuale comprende tre modelli principali, ciascuno pensato per una fascia di spazio e prestazione diversa.



L'Artome M10 è il modello di riferimento per sale riunioni, aule e spazi di medie dimensioni. Integra il proiettore laser Epson EB-800F o EB-805F - 5.000 lumen, risoluzione Full HD 1080p - con un sistema audio embedded e la tecnologia HybriDock™ sviluppata internamente da Artome. La proiezione scala da 60" a 150" in funzione della distanza dalla parete, con la garanzia che un proiettore a ottica ultracorta elimina alla radice il problema delle ombre: nessun rischio che il relatore si metta davanti al fascio di luce. L'unità pesa 9,4 kg, la garanzia sul proiettore è di 60 mesi o 12.000 ore. È il primo prodotto al mondo a ricevere il marchio ufficiale Powered by Epson.


L'Artome X10 è la versione per spazi più grandi e ambienti multipurpose. Monta un proiettore laser Panasonic della serie VMZ fino a 8.000 lumen, un sistema audio 2.1 con SPL massimo di 99 dB a un metro, e dispone di 3U di spazio rack integrato per ospitare dispositivi AV aggiuntivi. Il pannello frontale espone ingressi XLR bilanciati per microfoni, uscite XLR, HDMI e USB. È pensato per chi deve gestire anche il segnale microfonico senza ricorrere a mixer esterni.


L'Artome X20 è il modello per grandi sale, auditorium, hall e spazi eventi. Il proiettore Epson montabile arriva fino a 10.000 lumen - compatibile con le serie EB-PU1007, PU1008 e PU2010 - e la proiezione scala fino a 300". Dispone di 4U rack integrati, sistema audio 2.1, lenti intercambiabili (ELPLU04, ELPW06, ELPLM15, ELPLL08) per adattarsi a qualsiasi geometria di sala. Anche qui: un cavo di alimentazione e funziona.


HybriDock™: il dettaglio che cambia tutto per l'utente finale


Una delle ragioni per cui Artome funziona davvero in contesti professionali - e non solo come soluzione di emergenza - è HybriDock™, la tecnologia proprietaria che gestisce la connettività BYOD. In pratica, qualsiasi dispositivo - laptop Windows, Mac, tablet, smartphone - si connette senza driver, senza software, senza configurazioni. Il sistema riconosce il dispositivo e lo rende immediatamente operativo, wireless o via HDMI. Per l'utente finale questo significa che la riunione inizia quando deve iniziare, non quando la tecnologia decide di cooperare.


Integrazione con i sistemi di controllo esistenti


Una domanda che arriva spesso dai system integrator riguarda la compatibilità con le infrastrutture di controllo già installate. L'Artome M10 supporta il protocollo PJLink e si integra nativamente con i principali sistemi di controllo del mercato: Crestron, AMX, Extron, Control4, RTi e Kramer. Questo significa che in un progetto dove è già presente un sistema di automazione sala, Artome può essere aggiunto alla topologia esistente senza forzature, gestendo accensione, sorgente, volume e mute dallo stesso controller già in uso.


Zero installazione: cosa significa in pratica per un progetto ProAV


Il punto non è solo che Artome non richiede cavi a soffitto. Il punto è cosa questo cambia nella struttura economica e organizzativa di un progetto.

Senza installazione fissa, sparisce il sopralluogo tecnico per la progettazione del cablaggio. Sparisce il coordinamento con l'impresa edile o l'elettricista. Spariscono i permessi negli edifici storici o vincolati - una categoria di clienti enorme nel mercato italiano, dove qualsiasi palazzo di un certo pregio ha limitazioni sugli interventi strutturali. Sparisce il rischio di cantiere prolungato che ritarda la consegna. Sparisce il post-installazione legato a problemi di cablaggio o di alloggiamento del proiettore.

Quello che rimane è il margine sul prodotto, senza erosione da ore di lavoro non preventivate.


Gli scenari d'uso più interessanti


Artome funziona ovunque serva qualità AV senza infrastruttura fissa, ma ci sono alcune casistiche dove la soluzione diventa particolarmente difficile da battere.


  • Gli edifici storici e vincolati sono il caso più evidente: nessun foro, nessun passacavo, nessuna staffa a muro. Un palazzo del Settecento può avere una sala riunioni da 100" di proiezione laser senza che la Sovrintendenza abbia nulla da eccepire.

  • Le sedi in affitto - e in Italia la quota di aziende che affitta gli uffici è altissima - non possono spesso intervenire sulle strutture. Artome risolve il problema senza negoziare con il proprietario.

  • Il rental e il service per eventi sono un altro contesto naturale: l'X20 da 10.000 lumen si sposta da una location all'altra in minuti, adattandosi a qualsiasi geometria con le lenti intercambiabili.

  • Le aule universitarie e gli spazi multipurpose traggono vantaggio dalla portabilità: lo stesso Artome che serve la lectio magistralis la mattina può supportare un workshop pomeridiano in un'altra stanza, senza smontare niente.


Un'ultima cosa sul design


Nel ProAV si parla poco di estetica. Si parla di specifiche, di latenza, di compatibilità. Ma Artome impone di parlarne, perché il cabinet in betulla con finiture ash o noce non è solo un contenitore - è un elemento che alcuni clienti scelgono anche per come si inserisce nello spazio. In certi ambienti di rappresentanza, la differenza tra un carrello nero con cavi a vista e un mobile finlandese che sembra uscito da un catalogo di interior design è una differenza che il cliente percepisce e valuta. Non è secondario.


Artome non sostituisce un'installazione AV progettata per un auditorium permanente. Non è quello il mercato a cui si rivolge. Ma per tutto lo spazio che sta tra la stanza con un televisore appeso al muro e la sala congressi progettata da zero - uno spazio che nel mercato italiano è enorme - è difficile trovare una soluzione con un rapporto qualità/complessità comparabile.



 
 
 

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