Audio immersivo: come funziona un sistema NEXO Sound xR, dal mixer ai diffusori
In una sala tradizionale il suono arriva da due punti, a destra e a sinistra del palco. Chi siede al centro ascolta l'immagine stereo come è stata pensata. Chi siede di lato sente soprattutto il diffusore più vicino, e la voce dell'attore arriva da un punto diverso da quello in cui l'attore si trova.
Per anni la soluzione è stata accettare il compromesso. Oggi teatri, musei, attrazioni e aziende chiedono qualcosa di diverso: un suono che si muove nello spazio insieme a ciò che succede sulla scena.
È quello che si chiama audio immersivo. Fino a poco tempo fa richiedeva software, processori e formati di fornitori diversi, da far dialogare progetto per progetto. NEXO Sound xR riunisce questa catena in un unico sistema.

Che cos'è l'audio immersivo
In un sistema immersivo il suono non viene più diviso in canali destra e sinistra. Ogni sorgente diventa un oggetto sonoro con una posizione nello spazio, e il processore calcola quanto deve uscire da ciascun diffusore perché chi ascolta la percepisca in quel punto.
Il risultato è che la posizione percepita resta coerente in tutta la sala. Una voce che arriva da sinistra viene sentita a sinistra sia dalla prima fila sia dall'ultima.
Le tre configurazioni, a seconda della sala
La tecnologia è la stessa, ma la disposizione dei diffusori cambia con l'uso. NEXO ne indica tre.
Front-of-House 180°, per concerti e musica dal vivo: cinque o sette cluster distribuiti sul fronte palco, al posto della coppia destra e sinistra.
Stage-centric 360°, per teatri, musical e spazi corporate: i diffusori frontali vengono integrati da diffusori laterali e posteriori.
Non-directional 360°, per media art, projection mapping e attrazioni: si aggiunge un anello di diffusori in alto, per un campo sonoro tridimensionale.
Nei concerti il vantaggio principale è la separazione degli strumenti, con un'immagine stereo corretta anche lontano dal centro. A teatro il suono amplificato può seguire gli attori mentre si muovono sul palco. Nelle installazioni il suono accompagna il contenuto visivo su tutti i lati, sopra la testa compresa.
Le due soluzioni: Sound xR Image e Sound xR Enhance
Sound xR Image controlla la posizione delle immagini sonore nello spazio. Lavora a oggetti con un algoritmo di panning basato sulla distanza (DBAP) e permette di definire l'area di rendering, da un cubo a un poligono a 16 lati, su tre livelli di altezza regolabili. Include un riverbero 3D che si adatta alla posizione di ogni singolo oggetto.
Sound xR Enhance interviene sull'acustica della sala. Usa microfoni e diffusori per modificare riverbero e volume senza snaturare voci e strumenti. Una sala polifunzionale, che funziona bene per il parlato e male per la musica classica, può cambiare acustica senza lavori strutturali, e anche passare da un'impostazione all'altra tra una scena e la successiva.
C'è poi Sound xR Core, un motore di audio spaziale virtuale pensato per l'ascolto in cuffia.
La catena completa, dal contenuto ai diffusori
Il punto di forza del sistema è che ogni passaggio viene da un'azienda del gruppo Yamaha.
Creazione dei contenuti. Il mix a oggetti si fa in Steinberg Nuendo, con monitoraggio binaurale in cuffia per verificare le scelte spaziali già in studio.
Controllo dal vivo. Dal touch screen dei mixer Yamaha RIVAGE PM (firmware V7.0) si posizionano fino a 128 oggetti sonori. Le posizioni si preparano offline e si richiamano dalle scene della console.
Elaborazione. Il processore NEXO DME10, il più grande della gamma, riceve i 128 oggetti e li distribuisce su configurazioni fino a 64 diffusori.
Diffusione. I cataloghi NEXO e Yamaha coprono dai diffusori amplificati compatti ai line array di grande formato.
Lo stesso contenuto, creato una volta a oggetti, si adatta a configurazioni di diffusori diverse. Uno spettacolo in tournée non va rimixato da capo a ogni sala.

Perché costa meno di quanto si pensi
L'audio immersivo spaventa i clienti per i costi e la complessità di progetto. Sound xR interviene su entrambi i fronti.
Un sistema aperto. Sound xR Image dialoga con DAW, show controller e sistemi di tracking tramite OSC e ADM-OSC. Tra i dispositivi supportati ci sono BlackTrax, TiMax, Zactrack e Stagetracker II.
Licenze scalabili. La gestione online delle licenze permette di acquistare solo la capacità di elaborazione che serve al progetto, e di aumentarla in seguito.
Strumenti di progettazione inclusi. Un set di software aiuta a stabilire numero e densità dei diffusori e a prevedere la copertura della sala prima dell'installazione.
Non è una tecnologia nuova. Sound xR è l'evoluzione dell'Active Field Control (AFC), che Yamaha usa da decenni in teatri e sale di tutto il mondo.
Cosa cambia per chi progetta e installa
Finora l'audio immersivo era un lavoro per pochi studi specializzati, con un fornitore diverso a ogni passaggio. Con un'unica catena, dal software di mix ai diffusori, diventa una proposta che un integratore può portare anche in progetti di media dimensione.
La sala polifunzionale di un comune, l'auditorium di una scuola o lo spazio eventi di un'azienda possono partire da una configurazione contenuta e crescere nel tempo, senza cambiare piattaforma.
NEXO Sound xR in sintesi
Steinberg Nuendo: creazione dei contenuti a oggetti, con monitoraggio binaurale in cuffia
Yamaha RIVAGE PM: controllo dal vivo di fino a 128 oggetti sonori (firmware V7.0)
NEXO DME10: elaborazione, fino a 64 diffusori in uscita
Diffusori NEXO e Yamaha: dai diffusori amplificati compatti ai line array
Protocolli: integrazione con terze parti via OSC e ADM-OSC



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