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Come si realizza un'aula multisensoriale a scuola: la guida al progetto, dallo spazio alla formazione dei docenti

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Realizzare un'aula multisensoriale non è arredare una stanza.


Le scuole siciliane del primo ciclo che hanno ottenuto il contributo regionale per gli ambienti Snoezelen se ne stanno accorgendo adesso, leggendo il bando con più calma: oltre allo spazio ci sono la formazione dei docenti, i laboratori con gli studenti, il monitoraggio dei risultati e un evento finale di presentazione. Tutto entro il 31 agosto 2027.


Tredici mesi sembrano tanti. Diventano pochi se si parte dalla stanza e ci si accorge degli altri quattro obblighi a primavera.

Questa guida mette in fila cosa serve fare, e in che ordine.



Cosa prevede il contributo


Il finanziamento arriva fino a 55.000 euro per istituto, ripartiti così:

  • fino a 50.000 euro per arredi, attrezzature sensoriali e formazione dei docenti

  • 5.000 euro per il personale delle attività didattiche pomeridiane

L'erogazione avviene per l'80% in anticipo, con il saldo alla conclusione delle attività.

Il dettaglio che conta: la formazione dei docenti è ammissibile dentro i 50.000 euro. Non è una spesa aggiuntiva da trovare altrove, ed è anche uno degli obblighi. Vale la pena metterla a budget dall'inizio, invece di scoprirla quando i 50.000 sono già impegnati in attrezzature.


I cinque obblighi


  1. progettazione e realizzazione dello spazio

  2. formazione di almeno venti insegnanti

  3. laboratori rivolti agli studenti con bisogni educativi speciali

  4. monitoraggio dei risultati

  5. evento finale di presentazione

Solo il primo riguarda l'acquisto. Gli altri quattro riguardano cosa succede nella stanza dopo che è stata allestita, ed è la parte che decide se il progetto regge in rendicontazione.


Primo passo: partire dai metri quadri, non dal catalogo


La domanda giusta all'inizio non è quali attrezzature comprare. È quanto spazio avete e come lo userete.



Una stanza da 3x3 metri e una da 7x7 non sono lo stesso progetto in scala diversa: cambiano il numero di postazioni, i percorsi, la gestione del gruppo. Una stanza pensata per il nido e l'infanzia lavora su stimolazione e contenimento; una per la secondaria di primo grado lavora molto di più sulla regolazione emotiva.


Nel nostro catalogo Aule Multisensoriali trovate cinque progetti già dimensionati - nido e infanzia, 3x3, 4x4, 5x5, 7x7 - ciascuno con la distinta base completa: tubi a bolle, fibre ottiche, proiettori a effetto, pannelli tattili e luminosi, piattaforme vibroacustiche, specchi, piscina di palline, tappeti e protezioni murali, diffusori di aromi.


Servono a due cose: capire cosa entra davvero in quello spazio, e avere un ordine di grandezza di spesa prima di chiedere preventivi.


Secondo passo: la formazione dei venti insegnanti


È l'obbligo che le scuole sottovalutano di più, e ha due vincoli.


Il primo è il numero: venti insegnanti minimo, che in un istituto comprensivo significa coinvolgere più plessi e più ordini di scuola.


Il secondo riguarda chi la eroga. Per essere valida ai fini dell'aggiornamento e tracciata nel fascicolo del docente, la formazione deve essere erogata da un ente accreditato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.


Ligra DS è ente accreditato MIM ai sensi del D.M. 170/2016. La formazione sugli ambienti multisensoriali rientra nella quota dei 50.000 euro ed è progettabile insieme all'allestimento, così che i docenti siano pronti quando la stanza apre.

L'errore che si vede più spesso è l'ordine inverso: prima si allestisce, poi si cerca chi forma, e la stanza resta chiusa per mesi perché nessuno se la sente di usarla.


Terzo passo: i laboratori e il monitoraggio


Il metodo Snoezelen non richiede competenze cliniche. Nasce in Olanda negli anni Settanta e si fonda su un'idea semplice: uno spazio dove esplorazione sensoriale e rilassamento convivono, senza obiettivi da raggiungere né compiti da svolgere. Ne abbiamo parlato in modo più esteso in questo articolo.



Per il bando servono però due cose in più: laboratori strutturati rivolti agli studenti con bisogni educativi speciali, e un monitoraggio dei risultati.


Il monitoraggio è la parte che conviene impostare prima di iniziare le attività, non alla fine. Servono un riferimento di partenza, indicatori osservabili e una raccolta regolare. Ricostruirlo a posteriori, a primavera 2027, è la difficoltà che si incontra più spesso in rendicontazione.


Quarto passo: l'evento finale


È un obbligo, e conviene trattarlo come un'occasione. Un evento di presentazione aperto alle famiglie e al territorio è il modo in cui una scuola dimostra cosa ha costruito, e in genere è anche la cosa che i dirigenti ricordano con più soddisfazione.

Va messo in calendario adesso, perché entro il 31 agosto 2027 devono essere concluse tutte le attività, evento compreso.


Il calendario che consigliamo


  • Entro dicembre 2026 - progetto dello spazio, ordine, impostazione del monitoraggio

  • Gennaio-marzo 2027 - allestimento e formazione dei docenti

  • Marzo-giugno 2027 - laboratori con gli studenti e raccolta dati

  • Entro giugno 2027 - evento finale

  • Entro il 31 agosto 2027 - chiusura e rendicontazione


Il margine è volutamente ampio sulla coda: le rendicontazioni si complicano sempre nell'ultimo mese.


Da dove partire


Il documento più utile in questa fase è il catalogo con i cinque progetti dimensionati: vi dice cosa entra in quello spazio e quanto costa, prima di qualsiasi preventivo.


Se volete impostare il progetto completo - spazio, formazione dei docenti, laboratori e monitoraggio - scriveteci a education@ligra.it: rispondiamo in giornata.

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