DigComp 3.0 e la revisione di DigCompEdu: perché il Piano di formazione d'istituto va riscritto adesso
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Un quadro europeo che cambia mentre le scuole programmano l'anno
Il 27 novembre 2025 il Joint Research Centre della Commissione europea, insieme alla Direzione generale per l'occupazione, ha pubblicato DigComp 3.0: la quinta edizione del quadro europeo delle competenze digitali dei cittadini. Non è un aggiornamento cosmetico. La nuova versione porta 523 risultati di apprendimento distribuiti su quattro livelli di padronanza, e introduce contenuti che nelle edizioni precedenti erano marginali o assenti: competenza in intelligenza artificiale, cybersicurezza, capacità di riconoscere e gestire disinformazione e misinformazione, benessere negli ambienti digitali, diritti e responsabilità nell'uso del digitale.
La scelta più significativa riguarda l'IA. Non è stata aggiunta come sesta area a sé stante: attraversa l'intero framework. Chi progetta un percorso formativo non può quindi trattarla come un modulo aggiuntivo di due ore, perché nel modello europeo tocca il modo in cui si cercano informazioni, si producono contenuti, si valuta l'affidabilità di una fonte, si protegge un dato.
Nel 2026 è partita anche la revisione di DigCompEdu, il quadro parallelo dedicato specificamente a docenti, formatori ed educatori, oggi articolato in sei aree, ventidue competenze e sei livelli di padronanza. Un gruppo di esperti europei, affiancato da un advisory board, lavorerà per circa dodici mesi alla nuova versione, con workshop di consultazione e indagini rivolte a docenti, scuole e organizzazioni del settore. La direzione è prevedibile: allineare il profilo di competenza di chi insegna a quello appena ridefinito per i cittadini.

I numeri che spiegano l'urgenza
Il contesto che ha spinto questa revisione è documentato. Oltre nove lavoratori europei su dieci hanno usato tecnologie digitali nel proprio lavoro nel biennio 2024-2025, e circa il 30% ha utilizzato sistemi di intelligenza artificiale. Sul fronte opposto, il 43% degli studenti della scuola secondaria non raggiunge il livello base di competenza digitale.
La distanza tra questi due dati è il problema che i quadri europei provano ad affrontare. E non si colma agendo solo sugli studenti: passa da chi progetta le attività, sceglie gli strumenti, valuta i risultati.
Cosa cambia per le scuole italiane, e con quali scadenze
In Italia la revisione dei framework europei incrocia due elementi con effetti immediati.
Il primo è normativo. Dal 2 agosto 2026 il Regolamento UE 2024/1689, l'AI Act, è pienamente applicabile. L'obbligo di alfabetizzazione sull'IA per il personale che opera con sistemi di intelligenza artificiale decorre in realtà da febbraio 2025, e attribuisce al dirigente scolastico, come responsabile legale dell'istituto, il compito di garantire che chi lavora sotto la sua responsabilità riceva una formazione adeguata sui rischi connessi. Non è una formazione generica sull'innovazione didattica: riguarda i sistemi effettivamente adottati dalla scuola.
Il secondo è di riconoscimento professionale. La certificazione DigCompEdu è accreditata ACCREDIA da gennaio 2026 ed è valutabile come titolo nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026-2028. Per molti docenti, questo trasforma la formazione digitale da adempimento a elemento di carriera, con un effetto diretto sulla domanda di percorsi certificati che le scuole si trovano a gestire.
C'è poi la questione del tempo. Il Collegio dei docenti delibera il Piano di formazione d'istituto nelle prime settimane di settembre. Un Piano costruito oggi sulla versione corrente di DigCompEdu produrrà attestati nel corso di un anno scolastico durante il quale il framework di riferimento verrà riscritto. Non è un motivo per rimandare: è un motivo per impostare il Piano su moduli brevi e aggiornabili, invece che su un unico percorso lungo e rigido.

Come Ligra DS affianca le scuole su questo fronte
Ligra DS è Ente di Formazione accreditato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito ai sensi della Direttiva 170/2016. I percorsi rilasciano attestato valido ai fini dell'aggiornamento professionale e possono essere inseriti nel Piano di formazione d'istituto deliberato dal Collegio.
L'impostazione operativa è pensata proprio per il problema descritto sopra. Il calendario di webinar certificati gratuiti, con attestato, copre i moduli introduttivi e di aggiornamento: uso didattico dell'IA in classe, sicurezza e trattamento dei dati, accessibilità, progettazione di attività digitali per i diversi ordini di scuola. Sono incontri brevi, ricorrenti e sostituibili quando il quadro cambia, e non consumano il budget dedicato alla formazione.
Questo lascia le risorse economiche disponibili per la parte che difficilmente si fa a distanza: le unità formative più lunghe, la formazione in presenza sugli strumenti che la scuola ha effettivamente acquistato, l'accompagnamento dei docenti nelle prime settimane di uso reale. È la differenza tra un corso che finisce con l'attestato e un percorso che finisce quando l'attività funziona in classe.
Sul piano dei contenuti, i percorsi sono articolati per ordine di scuola - infanzia, primaria, secondaria - perché la stessa competenza digitale ha applicazioni diverse in una sezione di tre anni e in un laboratorio di ITS Academy.

Fondi e strumenti disponibili
Sul versante delle risorse, il quadro attuale prevede un fondo nazionale dedicato al piano di formazione dei docenti sull'intelligenza artificiale, con una dotazione di 100 milioni di euro e una quota per istituto assegnata tramite procedura a sportello. Restano inoltre utilizzabili le risorse del PN Scuola e Competenze 2021-2027 e i fondi FESR regionali, che in diverse programmazioni ammettono la formazione del personale come voce collegata agli interventi su ambienti e laboratori.
Vale la pena verificare, per ogni progetto di fornitura tecnologica già finanziato, se il quadro economico consente di destinare una quota alla formazione del personale: in molti avvisi è previsto, e in molti casi resta inutilizzato.
Cosa fare nelle prossime settimane
Tre passaggi concreti prima della delibera del Collegio.
Primo: mappare quali sistemi di intelligenza artificiale la scuola utilizza già, anche indirettamente, perché è su quelli che si misura l'obbligo formativo dell'AI Act.
Secondo: costruire il Piano di formazione su moduli brevi e componibili, così da poterlo aggiornare quando la nuova versione di DigCompEdu sarà pubblicata.
Terzo: distinguere la formazione a catalogo, che può essere coperta da webinar gratuiti certificati, dalla formazione sul campo, che richiede budget e presenza.
Il calendario dei webinar certificati MIM e i percorsi di formazione Ligra DS sono consultabili su https://www.ligra.it/formazione-docenti. Per costruire il Piano di formazione d'istituto insieme al team, o per capire quale quota dei fondi già assegnati può essere destinata alla formazione, il nostro team è a disposizione.



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