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Laboratori ITS Academy: quando aggiornare le strumentazioni diventa una questione di competenze

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Il divario tra aula e fabbrica è un tema europeo


In tutta Europa la formazione tecnica superiore convive con lo stesso paradosso: le tecnologie produttive evolvono ogni due o tre anni, i laboratori didattici molto più lentamente. L'OCSE lo ripete da tempo nei suoi rapporti sullo skills mismatch: una quota rilevante di imprese manifatturiere segnala difficoltà a reperire tecnici con competenze allineate ai processi reali, e la causa non è solo demografica. È anche formativa. Si studia su macchine che in produzione non si usano più.


I sistemi di formazione professionale più solidi - dal modello duale tedesco alle reti di Fachhochschulen - hanno reagito legando gli investimenti in attrezzature alla collaborazione diretta con le imprese. L'idea è semplice: il laboratorio della scuola deve assomigliare il più possibile al reparto dell'azienda, perché è lì che lo studente lavorerà. Quando questa distanza si riduce, il passaggio dalla formazione al lavoro diventa più rapido e meno costoso per tutti.



Cosa significa per le scuole e gli ITS italiani


In Italia il tema riguarda da vicino gli Istituti Tecnologici Superiori, riorganizzati come Fondazioni ITS Academy dalla legge 99 del 2022. Sono percorsi nati per formare tecnici di alto profilo in stretto contatto con il tessuto produttivo, e proprio per questo la qualità dei laboratori è una variabile decisiva. Un ITS che forma sulla manutenzione industriale, sulla meccatronica o sul made in Italy manifatturiero non può permettersi strumentazioni di una generazione fa.


La chiusura del PNRR Scuola 4.0, con la scadenza del 30 giugno 2026 per la rendicontazione, sposta l'attenzione su quale sarà il prossimo canale di finanziamento. La risposta arriva sempre più dai fondi strutturali europei e dalla programmazione regionale FESR, che diventano lo strumento ordinario per mantenere aggiornate le dotazioni. Non si tratta più di una grande iniezione straordinaria di risorse, ma di bandi ricorrenti, spesso regionali, che premiano la qualità progettuale e il legame con il territorio.


Il bando FESR della Toscana: un modello da leggere con attenzione


Un esempio concreto è attivo in questi giorni. Con il decreto dirigenziale 12821 del 4 giugno 2026, pubblicato sul BURT il 17 giugno, la Regione Toscana ha approvato la seconda edizione del bando Laboratori territoriali aperti dell'istruzione tecnologica superiore, rivolto alle dieci Fondazioni ITS Academy del territorio. La dotazione complessiva è di 1.084.463 euro a valere sul Programma regionale FESR 2021-2027, ripartiti tra 448.178 euro per il 2026 e 636.285 euro per il 2027.


La finalità dichiarata è netta: aggiornare e innovare le strumentazioni dei laboratori, per dotarli di strumenti e attrezzature sempre più all'avanguardia, capaci di rispondere alle esigenze di competenze adeguate al governo delle transizioni. Le domande si presentano online sulla piattaforma Sistema finanziamenti Toscana di Sviluppo Toscana, dalle 9.00 del 22 giugno fino alle 16.00 del 23 luglio 2026. Ogni Fondazione può presentare una sola proposta progettuale.


Il dettaglio più interessante è nei criteri di selezione. Il criterio Efficacia assegna fino a 20 punti ai progetti capaci di favorire l'apprendimento delle competenze tecniche e professionali e le sinergie tra imprese e ricerca nelle filiere strategiche regionali, con un punteggio aggiuntivo per il coinvolgimento dei territori della cosiddetta Toscana diffusa. In altre parole, non vince chi compra l'attrezzo più costoso, ma chi dimostra che quell'attrezzo serve davvero alle imprese del territorio.






Dalla macchina tradizionale al flusso digitale: cosa mettere in laboratorio


Tradurre questi criteri in scelte di attrezzatura significa partire da una domanda: quali tecnologie troveranno gli studenti una volta entrati in azienda? Per i percorsi di meccanica e manifattura la risposta passa da soluzioni che accompagnano il passaggio dalla lavorazione manuale al controllo numerico. Le macchine utensili per tornitura e fresatura che integrano il funzionamento tradizionale con la programmazione CNC permettono allo studente di capire il processo e poi di gestirlo in digitale, attraverso lo stesso flusso CAD/CAM in uso nelle officine. È un ponte didattico tra la macchina che si tocca e il software che la governa.


Accanto a queste, le tecnologie di fabbricazione digitale avanzata portano in laboratorio capacità produttive che fino a pochi anni fa erano riservate alle aziende. Le macchine di taglio a getto d'acqua, ad esempio, lavorano metalli, vetro, pietra e materiali compositi partendo da un semplice file di disegno vettoriale, senza generare calore e quindi senza alterare il materiale. Per uno studente significa progettare al computer e vedere il pezzo realizzato, chiudendo il cerchio tra idea, disegno e prodotto finito. Sono dotazioni che rientrano pienamente tra gli interventi finanziabili da un progetto FESR e che parlano la stessa lingua delle filiere produttive locali.


Il valore aggiunto, in chiave di bando, è che attrezzature di questo tipo rendono concreto il criterio della sinergia con le imprese. Un laboratorio che riproduce processi reali diventa naturalmente un punto di incontro tra formazione e produzione, esattamente ciò che la Regione chiede di dimostrare nella proposta progettuale.


Fondi e bandi attivi: oltre la Toscana


Il caso toscano non è isolato. Sul fronte nazionale, il Programma Nazionale Scuola e competenze 2021-2027, cofinanziato dal FESR, continua a finanziare laboratori innovativi e avanzati negli istituti tecnici e professionali, con contributi che nelle regioni del Sud arrivano fino a 201.000 euro per scuola. A questi si affiancano i Programmi regionali FESR, che in diverse regioni stanno aprendo linee dedicate proprio all'aggiornamento delle strumentazioni di ITS e istituti tecnici. La logica è ovunque la stessa: premiare i progetti che collegano laboratorio, competenze e imprese del territorio.


Per un dirigente o un coordinatore di Fondazione, la conseguenza pratica è che la progettazione conta quanto la spesa. Identificare con precisione le attrezzature, descrivere come ricadranno sul territorio e documentare il legame con le filiere produttive sono gli elementi che fanno la differenza in graduatoria. Avere al proprio fianco un partner che conosce sia le tecnologie sia i meccanismi dei bandi riduce il rischio di presentare un progetto tecnicamente valido ma debole sui criteri di selezione.



Aggiornare un laboratorio è decidere quali competenze formare


La domanda da cui partire non è quanto budget abbiamo, ma quali competenze vogliamo che i nostri studenti portino in azienda. Da questa risposta discendono le scelte di attrezzatura, e da queste la qualità del progetto da candidare al bando. I fondi ci sono, le scadenze sono vicine e i criteri premiano chi guarda al territorio. Vale la pena partire ora.


Ligra DS affianca scuole, istituti tecnici e Fondazioni ITS Academy nella progettazione dei laboratori e nell'individuazione delle tecnologie più adatte ai bandi attivi.

Per approfondire le soluzioni per i laboratori innovativi avanzati: Laboratori scolastici innovativi | STEM, immersivi, tecnici — Ligra DS




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