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AI Act e scuola: cosa cambia davvero il 2 agosto 2026, e perché la scadenza sulla formazione non è quella

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Il 2 agosto 2026 è cerchiato in rosso su parecchie agende scolastiche. Vale la pena guardare cosa c'è scritto sotto il cerchio.


La versione che circola da mesi è questa: dal 2 agosto scatta per le scuole l'obbligo di formare il personale sull'intelligenza artificiale. È una lettura che l'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha ritenuto necessario correggere con una nota, e che le Linee guida del Ministero smentiscono già dall'agosto 2025.


La ricostruzione corretta è più semplice di quella che gira, e in parte è anche una buona notizia.



L'obbligo esiste. Solo che non parte ad agosto


L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 chiede a fornitori e utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale di adottare misure per garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione sull'IA del proprio personale e di chi opera per loro conto, in proporzione alle conoscenze tecniche di quelle persone, alla loro formazione e al contesto in cui i sistemi vengono usati.


Quell'articolo si applica dal 2 febbraio 2025, insieme al resto del Capo I e al divieto delle pratiche a rischio inaccettabile. Lo conferma il calendario di attuazione pubblicato dalla Commissione europea.


Lo dicono anche le Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche, allegate al Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025, che richiamano l'obbligo di alfabetizzazione indicandone l'efficacia dal 2 febbraio 2025 e chiedono una formazione proporzionata ai rischi degli strumenti impiegati.

Se la vostra scuola usa sistemi di intelligenza artificiale, quindi, l'obbligo vi riguarda già da un anno e mezzo. Non da sabato.


E non riguarda tutto il personale


Il secondo equivoco è sul perimetro.


L'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia è intervenuto con la nota n. 35264 del 2 luglio 2026 proprio per fare chiarezza sulla data del 2 agosto. La stampa specializzata l'ha riassunta parlando di una "data fantasma".


Il contenuto è questo: il 2 agosto non è il termine entro cui ogni docente deve aver completato un corso obbligatorio, e l'obbligo di alfabetizzazione riguarda chi utilizza, adotta o programma di adottare sistemi di intelligenza artificiale nel contesto scolastico, non automaticamente tutto il personale dell'istituto.


Cambia parecchio, in termini di quante persone dovete formare e con quale profondità.


Cosa cambia davvero il 2 agosto


Il 2 agosto 2026 è la data di applicazione generale del Regolamento. Da quel giorno diventano applicabili gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 e il quadro di vigilanza nazionale ed europeo entra a regime.


Gli obblighi di trasparenza riguardano il dovere di dire alle persone quando stanno interagendo con un sistema di intelligenza artificiale e quando un contenuto è stato generato artificialmente. Per una scuola è materia di informativa e di regolamento interno, e si risolve con un documento, non con un monte ore.


Il 27 luglio il calendario è cambiato


C'è una novità di questi giorni che quasi nessuno ha ancora incorporato.

Il Regolamento UE 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione il 24 luglio ed è entrato in vigore il 27 luglio 2026.


Fra le altre cose sposta in avanti l'applicazione degli obblighi sui sistemi ad alto rischio: al 2 dicembre 2027 per i casi d'uso elencati nell'Allegato III, e al 2 agosto 2028 per i sistemi che sono componenti di sicurezza di prodotti già regolati da altre norme europee. Gli obblighi di trasparenza del 2 agosto 2026 restano confermati.

Per la scuola è rilevante, perché è proprio nell'Allegato III che stanno i sistemi che riguardano l'istruzione.


Quali sistemi, in una scuola, sono ad alto rischio


L'Allegato III elenca, nella sezione dedicata a istruzione e formazione professionale, i sistemi usati per l'accesso e l'ammissione, per la valutazione dei risultati di apprendimento, per stabilire il livello di istruzione appropriato e per il monitoraggio di comportamenti vietati durante le prove.


In pratica: la correzione automatica degli elaborati, il proctoring durante gli esami, i sistemi di selezione in ingresso e le piattaforme adattive che valutano e profilano gli studenti.


Un assistente che aiuta un docente a preparare una lezione o a differenziare un materiale non sta in quella lista. Un sistema che concorre ad assegnare un voto, sì.



Cosa conviene fare adesso

Quattro cose, in ordine.


1. Mettete per iscritto quali sistemi di intelligenza artificiale usate davvero. Non l'elenco di quelli che potreste usare: quelli in uso, chi li usa e per cosa. Nella maggior parte degli istituti questo elenco non esiste, ed è il documento da cui dipende tutto il resto.

2. Stabilite chi è il personale coinvolto. Segue dal punto uno. Se l'unico sistema in uso è un assistente per la preparazione delle lezioni adottato da otto docenti, il perimetro sono otto persone.

3. Tarate la formazione sul rischio. Il Regolamento chiede misure proporzionate, e le Linee guida ministeriali ripetono lo stesso principio. Una formazione di base per chi usa strumenti generativi in fase di progettazione didattica, un approfondimento serio per chi tocca sistemi che incidono sulla valutazione.

4. Tenete traccia di quello che fate. Il Regolamento non impone un registro della formazione erogata. In sede di controllo, però, la differenza fra una scuola che ha adottato misure e una che dice di averlo fatto sta in un foglio: chi è stato formato, su cosa, quando.


La cosa da non fare


Iscrivere tutto il collegio docenti a un corso generico entro sabato, perché una scadenza che si è letta da qualche parte sembra imporlo.

L'obbligo è reale e vale la pena prenderlo sul serio. La fretta di questi giorni non lo è, e spendere adesso il budget formazione su un corso scelto male toglie le risorse per farlo bene quando servirà davvero.


Se volete impostarla bene


Ligra DS è ente accreditato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito ai sensi del D.M. 170/2016. Della formazione certificata e di come si incastra con i fondi disponibili abbiamo parlato in questo articolo, e dei fondi PNRR per la formazione dei docenti in questo.

Se invece cercate qualcosa da usare in classe subito, il punto di partenza è questo:

Per una valutazione del vostro caso specifico scriveteci a education@ligra.it: rispondiamo in giornata.


Le fonti


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