Cantù mette 147mila euro sull'aria delle sue scuole. E il tema riguarda tutti
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A Cantù tre scuole medie - Anzani, Turati e Tibaldi - hanno da poco un sistema che controlla in tempo reale quanto è pulita l'aria nelle aule. Sensori, termovalvole intelligenti, centraline che regolano il riscaldamento da sole. Il Comune ha investito 147mila euro, coperti interamente da fondi a fondo perduto del Conto Termico 2.0, quindi zero spesa diretta per le casse comunali.
Il progetto, basato su Fybra - la soluzione per il controllo della qualità dell'aria distribuita da Ligra DS -, prevede 102 sensori installati nella prima fase, 307 termovalvole IoT, 76 valvole termostatizzabili e 20 relè di controllo. I dispositivi misurano CO2, temperatura e umidità, regolano il riscaldamento di conseguenza e accendono una spia quando è ora di aprire le finestre. Semplice da capire, meno banale da realizzare su edifici scolastici spesso vecchi di decenni.

Il dato che colpisce di più riguarda i livelli di CO2 rilevati nelle scuole italiane: durante le lezioni possono superare i 5.000 ppm. Per contesto, oltre i 1.000 ppm l'attenzione già cala. Chi ha passato ore in un'aula affollata a fine mattina, con quella sensazione di testa pesante, probabilmente ha vissuto esattamente questo senza saperlo.
Chi c'è dietro la tecnologia
Il sistema installato a Cantù è di Fybra, startup milanese fondata nel 2021 da Gaetano Lapenta e Marco Scaramelli, con un brevetto messo a punto già dal 2019. In pochi anni ha raccolto quasi venti riconoscimenti internazionali, tra cui un premio del Financial Times nel 2022 e l'iF Design Award.
Il prodotto si basa su sensori IoT che leggono in tempo reale CO2, temperatura e umidità dell'aula. L'algoritmo elabora questi dati e agisce su due fronti insieme: regola le termovalvole per non scaldare o raffrescare più del necessario, e segnala con una spia luminosa quando aprire o chiudere le finestre per rinnovare l'aria senza sprecare calore. Non è un purificatore, quindi non filtra l'aria: lavora sulla ventilazione naturale, spingendo chi è in aula a usarla nel momento giusto.

I numeri dichiarati da Fybra per il contesto scolastico parlano di una riduzione del 40% della CO2 nelle ore di picco e di un risparmio energetico attorno al 20%, soprattutto d'inverno. L'azienda cita oggi oltre 450 scuole partner e più di 100mila studenti coinvolti nei monitoraggi.
Le termovalvole installate nelle scuole di Cantù sono Fybra Therm, il prodotto con cui l'azienda ha brevettato un algoritmo che tiene conto anche dell'apertura delle finestre. La differenza rispetto a una termovalvola tradizionale sta qui: il sistema impara i tempi di inerzia dei radiatori e anticipa quando conviene aprire o chiudere per non sprecare calore. Fybra dichiara un risparmio in bolletta fino al 20%, variabile a seconda dell'impianto.

C'è poi la parte che a Cantù hanno voluto valorizzare di più: i dati raccolti dai sensori finiscono su una piattaforma cloud consultabile da insegnanti e studenti, con materiali pensati per collegare la qualità dell'aria a fisica, chimica e biologia. Il sensore diventa quindi anche un piccolo strumento didattico, non solo un impianto che lavora in silenzio.
Cantù prevede di estendere il sistema a tutti e sette i plessi cittadini nei prossimi anni. Un progetto piccolo su scala nazionale, ma che dice qualcosa di più ampio: la scuola italiana sta lentamente entrando in una fase in cui tecnologia e didattica non sono due mondi separati. Sensori ambientali oggi, strumenti digitali per la didattica domani - la direzione è la stessa.
È un tema che tocca da vicino anche il nostro lavoro quotidiano in Ligra DS: rendere gli spazi scolastici più intelligenti, più sani, più adatti a chi ci passa dentro sei ore al giorno.



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